Opera Passione


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AIDA

Sorseggiando birra Aida, ci si immerge nelle atmosfere dei tramonti ambrati, come il suo colore, sul caldo e ancestrale Nilo che dal Cairo - dove la vigilia di Natale del 1871 fu rappresentato per la prima volta il capolavoro verdiano - penetra l'Africa avvicinandosi alle terre di origine della principessa etiope.

Gustare Aida nel bicchiere a colonna biconica fa intravedere la sinuosità del destino della donna spezzata tra l'amore per il padre e l'amato Radames.

La forza epica della guerra tra Etiopi ed Egiziani, narrata in una delle più celebri opere della tradizione romantica italiana, e l'energia passionale del sentimento che unisce la giovane etiope al condottiero egiziano rivivono nel retrogusto fumé di birra Aida, le cui note decise come le nuance di whisky non sono alterate dalla carbonatazione media.

Piacevole il retrogusto regalato dall'affumicatura dei malti su legni di faggio, dalla quale traspare il fascino esotico e il richiamo primordiale della pelle scura della sfortunata principessa.

Provate a servire Aida a 8-10 gradi per esaltarne ancor più il sapore avvolgente, quasi a riprodurre la sfarzosa gloria della celebre marcia trionfale.

BUTTERFLY

Pura, limpida nel biondo della colonna del "kolshglas", Butterfly sa incantare e rinfrescare tutti i palati in ogni stagione come la cristallina risata della ragazzina giapponese Cio-Cio-San, protagonista dell'opera di Giacomo Puccini.

La bilanciata gassatura e la bassa gradazione alcolica di Butterfly rispecchiano la purezza del sentimento adolescenziale della 15enne che resiste all'assenza del cinico marito, il tenente americano Pinkerton, come la persistente schiuma di questa birra a fermentazione alta e rapida.

Il gusto amaro dell'inganno del tenente Pinkerton e la dolcezza dell'amore dell'ingenua giovane si uniscono in Butterfly in un matrimonio perfetto, diversamente da quello narrato nell'opera del musicista toscano.

Il sapore leggermente fruttato, né dolce né amaro, ci immerge nell'atmosfera soffusa dei ciliegi in fiore dell'estremo oriente nipponico, ambientazione della struggente storia.

Così come Puccini reinterpreta magistralmente le tradizioni nipponiche, esaltandole nella migliore tradizione operistica nostrana, così il Birrificio San Michele reinterpreta nella chiave della migliore produzione artigianale italiana la tradizione del caratteristico stile brassicolo tedesco.

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carmen

CARMEN

L'intensità del rosso ramato di Carmen si sposa con il carattere forte e deciso della gitana protagonista dell'opera di Georges Bizet.

La Pale Ale va a braccetto con il temperamento caliente dell'ambientazione spagnola e con la musica ricca di colori saturi, impeto e ardore.

Forza evidente nella gradazione elevata del doppio malto esaltata dalla rotondità di un bicchiere balloon.

A colpire, di Carmen, la rossa della San Michele, è il perfetto equilibrio del gusto, né dolce né amaro, che mescola magistralmente le due sensazioni opposte, richiamando la stessa impeccabile armonia tra la dolcezza del clima mediterraneo, sfondo dell'opera, e la fatalità del carattere della sigaraia.

Carmen, come l'eroina di Bizet, sa ammaliare palato e olfatto, civettando con il suo irresistibile cocktail di frutta e spezie.

Carmen ha stregato anche la giuria del concorso "Birra dell'anno", conquistando il terzo posto nel 2011.

LUCIA di Lammermoor

La britannica di casa San Michele, Lucia, rappresenta la migliore tradizione brassicola d'oltremanica, interpretando in chiave italiana il classico stile inglese della birra, così come Donizetti, nella sua opera sulla sfortunata giovane scozzese, ha portato nel simbolo musicale tricolore le atmosfere delle leggende delle Highlands.

Lucia è rossa ginger come i capelli delle donne scozzesi, ed è bitter come il luppolo di rigorosa provenienza anglosassone da cui nasce.

Amara come la struggente vicenda della Lucia donizettiana che muore per non aver coronato, ingannata dal cinismo della famiglia, il suo amore di sempre con Edgardo.

Gusto forte, mescolato a nuance floreali, come il delicato carattere della Lucia di Lammermoor, e speziate, come il tenace temperamento di Edgardo.

Non si può non sorseggiare Lucia nel bicchiere a pinta, mentre il suo rosso ambrato spicca tra le nebbie dei fantasmi e i fumi accoglienti dei pub scozzesi.

 
 

MANON

La frivola e ambiziosa ragazza voleva una vita agiata e nel lusso, sacrificando l'amore per Renato alla ricerca della ricchezza.

 

Il bianco opalescente del frumento non maltato rispecchia la luce del bel mondo sempre nei pensieri di Manon, insieme alle raffinate note d'arancia e di coriandolo che impreziosiscono questa birra Blanche.

 

Sorseggiando Manon nel tipico bicchiere tumbler ci si immerge e ci si rinfresca con le atmosfere delle crinoline e dei merletti della Francia settecentesca, sfondo della civettuola opera.

NORMA

La forza, la decisione quasi epica della vicenda della Norma di Bellini, si ritrovano appieno nell’aroma corposo del doppio malto della più premiata tra le birre di casa San Michele.

Una birra speciale, riconosciuta come la migliore per tre anni di fila (dal 2011 al 2013), e poi nel 2015, non poteva non prendere il nome di una delle eroine più strong dell'opera ottocentesca italiana.

Storia di sentimenti ad alta fermentazione, come il malto tostato di Norma, dove l'amore passionale travolge tutto e porta le protagoniste a rinunciare alla vita di sacerdotesse druide, ingannate dal proconsole romano Pollione.

Il retrogusto fruttato e caramellato riprende la dolcezza dell'infatuazione di Norma e Adalgisa per l’invasore italiano.

L'ingrediente speciale, le castagne, era centrale anche nella dieta delle popolazioni celtiche a cui appartiene la sfortunata protagonista belliniana.

Il primo impatto fruttato con la fusione tra genti nemiche si trasforma in un finale del tutto inaspettato, come nell'opera del musicista siciliano.

Un colpo di scena per il palato di sicuro successo, che non teme il confronto con il bicchiere teku, in grado di mettere a nudo pregi e difetti di ogni birra.

 
 

TOSCA

Secco e amaro come la dura vicenda narrata nell’opera di Giacomo Puccini, Tosca riprende la classica tradizione ceca delle birre Pilsner, dove l'inconfondibile aroma del luppolo la fa da padrone.

Difficile restare impassibili di fronte al temperamento orgoglioso della pasionaria romana, come è impossibile restare indifferenti al sapore persistente di una delle più strong di casa San Michele, contraddistinta dalla qualità dei malti e dalla caratteristica fermentazione.

Se nella tragedia pucciniana sono protagonisti i sentimenti primitivi, le tinte estreme dell'amore geloso, della fuga per la vita, della morte, nella Tosca sono protagonisti i gusti primitivi ed erbacei del luppolo.

La schiuma è compatta e densa come la passione che unisce la cantante al pittore Cavaradossi - così forte che lei si sacrifica per salvarlo.

Oro è il colore lampante della Pilsner, come le tinte sature sono il fil rouge dell'opera pucciniana.

 

TURANDOT

Come il Calaf di Puccini deve sciogliere gli enigmi di Turandot per ottenere il suo amore, anche chi si accosta alla sofisticata birra di casa San Michele deve sciogliere gli enigmi del suo aroma.

Triplo il malto, come tre sono gli indovinelli di Turandot.

Il sapore è speziato, evocativo dell'Oriente, noto produttore di spezie.

Elevato il corpo della birra, come slanciata e irresistibile è la bellezza di Turandot.

 

Schiuma fine e persistente, come l'acume e la passione di Calaf che mette a rischio due volte la sua vita pur di ottenere l'amore della bella principessa.

 

Sciogliere il segreto di Turandot è meno rischioso per chi si accosta a questa tipica birra d'abbazia, servita in un bicchiere "balloon", approfittando di qualche indizio: tra le note dell’aroma si possono percepire caramello, liquirizia, tostato, cioccolato e una punta di caffè.

 

turandot
valchiria

VALCHIRIA

Bionda, dall'inconfondibile colore giallo paglierino che ricorda i lunghi capelli delle amazzoni della mitologia nordica, Valchiria riprende l'elegante forza guerriera ed epica dell’opera di Richard Wagner.

Bionda naturale, con una nuance arricchita dalla velatura di micro particelle di grano, non eliminate nella filtratura.

Il corpo è leggero, come la figura mitologica delle amazzoni figlie di Odino.

Nel basso tenore alcolico e nell'aroma fruttato e speziato riecheggiano le risate allegre delle Valchirie che corrono, nella celeberrima Cavalcata, verso il Valhalla.

Aroma bilanciato da un sapore sottilmente aspro, che ricorda la natura guerriera delle nove divinità, eteree nelle loro massicce armature di metallo.

La birra, dall'elevata carbonatazione, richiama nella sua freschezza e nella naturalità della produzione artigianale gli incontaminati paesaggi alpini che ispirarono Wagner quando compose il suo capolavoro nell'esilio svizzero.

Sorseggiando Valchiria in un weizenbecker si puo' intravedere, tra la delicata siluette del calice e l'alta spuma, una delle nove Valchirie cavalcare fiera, capelli sciolti al vento, sul suo destriero alato.

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